26 agosto, 2015

Good HTML titles boost by 24% e-commerce sales

Having analized data of 35 merchants about their online sales generated by SERP, it's clear that items with good titles sell 24% more than the others.
For my analysis, I considered 37.915 online orders (only those ones generated byGoogle's Search Engine Results Pages).
Looking backward I found that only 21.56% of the total product list had a good title when it was sold.
By the way this subset of products represents the 26.79% of the sales (in terms of number of items sold). Indeed they represent the 25.44% of sales in value. 
Therefore products with suitable HTML titles see a 24,8% boost in sales originated by Organic Search Results.
In order to give credibility to my research, I considered that title is just an element of SEO and many other things might affect my metrics. 
For this reason I had to exclude the role of product descriptions (copywriting) in this sale boost. Therefore I used a text analysis algorithm I developed myself at Haitex in order to evaluate the Copywriting Quality (CQ) of item descriptions. Then I left out all items having a CQ value greater or less than the 20% of the average estimated CQ value.
What a HTML Title is
The title is that string that is usually displayed in bold within Search Engine Results Pages. The same text is used "someway" by search engines to estimate the relevance rate of your pages and their ranking.
Why it is so important
Title Optimization is a trick that belongs to SEO (Search Engine Optimization),Copywriting and Inbound Marketing. It's important because it can raise the position of your pages up within SERP indexes.
Sponsored links do not affect SERP; therefore if you improve your copywriting, you really get a chance to compete. Your advertising budget will not be affecting the organic searches at all. 
To better understand why good titles and contents are so important, consider this supposition: would you be using Google anymore  if it will be showing only a list of sponsored links instead of the best results that match and fit your needs? Nope, I guess.
Here the reason why data quality affects ranking and why a good title can attract more visitors and generate more leads and sales thanks to the organic searches. Furthermore you can attract more prospects by INBOUND MARKETING without allocating an extra budget for paid adv campaign.
This sounds twice like a big deal for your revenues.
How to improve your titlesYou can find thousands of pages talking about HTML Title Optimization. Honestly I'm not reinventing the wheel. So just take this brief list of properties as a quick reminder. 
A good title should be:
  • shorter than 55 chars
  • less then 5/7 words
  • optimized for users first, and then for crawlers
  • having no useless or forbidden keywords
  • relevant
  • containing no duplicated words
  • written in a natural language
  • unique

Conclusions

Even if almost everybody knows the importance of the title and the guidelines for its optimization, almost nobody believes in its potential. 
Knowing how to optimize HTML titles  is something. Doing it makes the difference.
When merchants deal with thousands of products and a big inventory turnover, any good intention is thwarted by common daily difficulties and inattention. Time is always limited and retailers usually prefer to be focused on something easier to make their business grow.
For this reason we at Haitex have developed an Assessment Tool that allows merchants to control the quality of their product titles real time.
They can also use this tool for a quick optimization, thanks to the AI (Artificial Intelligence) and the NLP (Natural Language Processing)algorithms that provide title's automatic summarization and keyword rearrangement.
Thanks to our tool, retailers can fix more than thousands of titles within a few hours; they can monitor our metrics and easily control the impact of their actions in terms of sales.
If you are interested to improve the productivity of your e-commerce, give me a call for a free consultation!
Giovanni Gasparri
E-Commerce Analyst @ Haitex
North America: (+1) 437-889-7787Europe: (+39) 348-7066905Twitter: @giohaitex

Vendite e-commerce: +24% grazie ad un buon titolo

Analizzando le vendite online di 35 negozi generate dalle SERP ho constatato che i prodotti con un buon titolo convertono del 24% in più rispetto agli altri.
Nella mia analisi ho tenuto in considerazione unicamente le conversioni generate dalla ricerca organica di Google (37.915 ordini).
Ho fatto un assessment di tutti i listini storici dei 35 negozi messi sotto la lente ed è emerso che solamente il 21.56% dei prodotti aveva un titolo adeguato al momento della vendita.
Tuttavia il 21.56% dei prodotti a listino rispondenti a tutti i requisiti che leggerai più avanti, ha generato in media il 26.79% delle conversioni provenienti dalle SERP (per numero). Per valore invece questi prodotti hanno rappresentato il 25.44% dei prodotti acquistati.
Pertanto i prodotti con titoli adeguati convertono mediamente del 24,8% in più rispetto agli altri.
Poichè il titolo è solo un aspetto del SEO ed i dati potrebbero essere falsati da schede prodotto ben fatte, nella mia analisi ho utilizzato degli algoritmi di analisi del testo sviluppati da Haitex per tenere in considerazione solo quelle schede di prodotto con una qualità di copywriting simile a quella media, escludendo cioè quei prodotti con un contenuto delle descrizioni che si discosta del ±20% dal valore medio calcolato.
Che cos'è l'HTML Title
Il titolo (o HTML Title) è il testo che generalmente viene mostrato agli utenti nel motore di ricerca e che viene utilizzato dagli stessi motori di ricerca per valutare la pertinenza delle tue pagine e quindi il loro posizionamento (o ranking) ai fini dell'indicizzazione.
Perchè è importante
L'ottimizzazione del titolo è una delle tecniche SEO e di Inbound Marketing più importanti perchè può migliorare significativamente il posizionamento dei tuoi prodotti tra i risultati della ricerca organica dei motori di ricerca (in gergo tecnico SERP).
Le SERP non includono i link sponsorizzati e quindi se i tuoi contenuti sono di qualità saranno indicizzati nella posizione più pertinente secondo i criteri di qualità dei motori di ricerca. Nelle SERP non conta quanti soldi spendi per inserzioni a pagamento. Viene mostrato il prodotto più adatto a soddisfare le ricerche degli utenti e questo è un meccanismo vitale per i motori di ricerca. Infatti se Google ad esempio non restituisse agli utenti i risultati che si aspettano, ma solo una serie di inserzioni a pagamento, non avrebbe più ragione di esistere perchè nessuno lo userebbe più. Quindi la qualità dei dati è assolutamente essenziale al fine del ranking e la scelta del titolo giusto può quindi incrementare le visite, e di conseguenza le vendite, anche in maniera significativa.
Certo questo non è l'unico elemento che contribuisce al successo del tuo business, ma sono tanti i piccoli accorgimenti che, sommati tra di loro, ti permettono di fare i numeri e distinguerti dai tuoi competitors.
I prodotti con un titolo adeguato aumentano il traffico e le conversioni provenienti dalle ricerche organiche dei motori di ricerca. Quindi acquisisci clienti senza sostenere ulteriori costi pubblicitari, ma lavorando sulla qualità del contenuto offerto (Inbound Marketing).
Il guadagno quindi è doppio.
Inoltre migliorando l'indicizzazione SEO i clienti inizieranno a trovare i tuoi prodotti perchè sono ben descritti e quindi presenti nelle SERP, indipendentemente dal loro prezzo competitivo. Quindi potresti aumentare anche la qualità delle tue vendite e dei tuoi margini.
Come migliorareUn buon titolo deve essere:
  • Corto: non deve essere più lungo di 55 caratteri, altrimenti non verrà mostrato per intero nei risultati del motore di ricerca e nel titolo della pagina web del browser.
  • Di poche parole: non deve mai essere composto da più di 7 parole (5 parole sarebbero l'ideale). Più parole andrebbero a diluire la pertinenza delle tue pagine tra le SERP, facendo scendere in basso o addirittura nelle pagine successive di Google i tuoi prodotti.
  • Pensato per chi cerca: tieni in mente che il titolo deve essere contemporaneamente scritto sia per il motore di ricerca che per gli utenti umani. Non dimenticare infatti che i tuoi prodotti devono essere facilmente trovati dai clienti che li cercano.
  • Senza parole controproducenti: parole come scontato, in offerta, in saldo, offertissima, senza commissioni, ecc oppure caratteri speciali o punti esclamativi, ecc producono un effetto negativo sui motori di ricerca.
  • Pertinente: non puoi scrivere nel titolo parole chiave che non siano pertinenti al contenuto della pagina, altrimenti arrechi un danno al tuo business.
  • Senza parole duplicate: non deve contenere parole chiave scritte due volte.
  • In linguagio comprensibile: non accoppiare una in fila all'altra delle parole chiave, ma cerca di usare il linguaggio naturale che userebbe un utente. Utilizza (anche se con moderazione) eventuale punteggiatura, preposizioni ed articoli.
  • Unico: all'interno del tuo sito non devono esistere due prodotti con lo stesso titolo.

Conclusioni

Le linee guida per scrivere un buon titolo sono le stesse che leggi su migliaia di siti che si occupano di SEO. Tutti gli operatori del settore le conoscono, ma in realtà quasi nessuno le applica con dedizione. Sapere cosa fare è un conto, farlo è un altro.Quando si dispone di un listino con migliaia di prodotti e con una importante rotazione e stagionalità, qualsiasi buona intenzione viene superata dalle difficoltà pratiche.
Per questo motivo noi di Haitex abbiamo sviluppato un tool che offriamo ai nostri clienti che consente di monitorare in tempo reale la qualità dei titoli del proprio listino e di compiere azioni correttive in maniera estremamente veloce, grazie anche a degli algoritmi di intelligenza artificiale che propongono una sintesi del titolo ed una ridisposizione ottimale delle parole chiave.
Con i nostri tool, oltre a poter sistemare più di 1.000 prodotti con poche ore di lavoro, puoi anche monitorare in tempo reale le metriche e valutare numericamente che impatto le tue azioni hanno avuto sulle tue vendite.
Se sei interessato a migliorare la produttività del tuo business online, sono a tua disposizione. Contattami!
Giovanni Gasparri
E-Commerce Analyst @ Haitex
Telefono: 348-7066905Nord America: (+1) 437-889-7787Twitter: @giohaitex

19 agosto, 2015

Nuove proposte, vecchie dimenticanze

Lima-Museo-Nazionale-di-Archeologia-Antropologia-e-Storia
L'Italia detiene il primato mondiale per avere il maggior numero di siti riconosciuti dall'Unesco quali Patrimonio Mondiale dell'Umanità (50 su 779). Tuttavia nella classifica mondiale del turismo  (UNWTO) il bel paese si piazza solo al quinto posto nel 2013 con quasi 48 milioni di turisti internazionali ed è il terzo paese più visitato d'Europa dopo Francia e Spagna. I turisti che hanno visitato il nostro paese sono aumentati del 3% circa rispetto all'anno precedente ma potremmo fare molto di più.
Le aree come la Ciociaria, pur essendo ricche di attrazioni e ben collegate alla capitale, non hanno mai sfruttato in maniera significativa e sistematica il potenziale turistico.
Da uno studio della Camera di Commercio di Frosinone sulla "capacità attrattiva turistica della Provincia", emerge infatti che il 68% delle attività ricettive dell'intera provincia di Frosinone si limita ad operare nel campo della ristorazione e che circa il 75% delle presenze del territorio interessa la sola area di Fiuggi.
Quindi nelle altre zone le amministrazioni, con notevoli sforzi, cercano in qualche modo di inventare nuove attrattive che siano in grado di portare linfa vitale alle attività produttive e commerciali. C'è una inspiegabile tendenza a fare necessariamente cose sempre nuove, ma che nella maggior parte dei casi si rivelano iniziative che difficilmente avranno un seguito. Ben vengano nuove idee, purché però non siano effimere e non vadano a peggiorare lo stato delle cose.
Un episodio esemplare si è verificato recentemente nel comune di Monte San Giovanni Campano, che ha ospitato una ben riuscita manifestazione motoristica. Il percorso del Rally ha interessato diverse zone del comune e molti appassionati, anche venuti da fuori regione, si sono appostati in località Malanome per assistere all'evento.
Ma nessuno di loro sapeva che nel 1927 in quel posto (proprietà Bulgarini per l'esattezza)  furono rinvenute delle tombe preistoriche risalenti all'età del rame (III millennio a.c.). Probabilmente qualcuno sarebbe stato interessato a vivere il territorio come se fosse in una trasmissione di Discovery Channel, sapendo che in una di queste tombe fu rinvenuto un cranio davvero singolare (conosciuto con il nome di "Cranio di Casamari"). Esso infatti presenta dei segni di trapanazione ossea ed in alcuni punti del cranio sono ravvisabili inequivocabili segni di cicatrizzazione ossea, il che fa supporre che la trapanazione cranica venisse effettuata su paziente vivo, sicuramente per scopi medicali. Si tratta del primo cranio rinvenuto in Italia che presenta segni di trapanazione ossea, ovvero di neurochirurgia preistorica. Anche in diverse aree del mondo sono stati ritrovati crani simili, tra i quali l'esemplare più antico fu scoperto a Taforalt, remota località montana nel Marocco, risalente a 10.000 anni prima di Cristo.

Il cosiddetto cranio di Casamari è adesso in esposizione a Roma, presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", mentre altri resti delle sepolture di Malanome (vasi in terracotta, punte di freccia in selce ed accette levigate in pietra verde)
sono conservati presso il Museo Preistorico di Pofi.
Insomma tanti sforzi per inventare qualcosa in grado di attrarre turisti con manifestazioni effimere e poi non siamo in grado di far apprezzare le cose davvero straordinarie che abbiamo. Quanto meno se i visitatori venuti da fuori regione perché attratti dal rally lo avessero saputo, non avrebbero probabilmente lasciato l'immondizia tutta intorno al sito del ritrovamento preistorico (vedi foto).
IMG-20140825-WA004

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  27 Agosto 2014
Ultima Revisione: 27 Agosto 2014
[polldaddy poll=7743233]
Prima di stampare questa pagina considera l'impatto che avrà sull'ambiente

Antichi Saperi: l'olio di semi di faggio

Leggendo un vecchio libro ho trovato per caso un riferimento all'olio di semi di faggio che ha suscitato il mio interesse. Non avendone mai sentito parlare ho iniziato ad approfondire l'argomento, immaginando da subito che si trattasse di un'antica pratica oramai in disuso. Così mi sono imbattuto in una interessante descrizione delle caratteristiche organolettiche e del metodo di produzione che vorrei condividere con voi, nell'ottica della riscoperta degli "antichi saperi".
Riporto qualche paragrafo (notare il caratteristico linguaggio scientifico ottocentesco) tratto dall’Enciclopedia di Chimica Scientifica ed Industriale – Volume Sesto edita nel 1873 e disponibile gratuitamente online per la consultazione all’indirizzo: http://goo.gl/6RcBvc.
"I semi di faggio contengono un olio fluido di sapore dolce il quale può essere spremuto e utilizzato nell'economia domestica come commestibile e come combustibile. Nella fine del secolo scorso (1700) in Francia fecero esperienze accurate sulla quantità e la qualità dell'olio di faggio e da un calcolo dell'agronomo Baudin, fu desunto che raccogliendo i semi dal bosco di Compiègne (quale era in allora) si avrebbe potuto ottenere tanto olio da bastare molti anni agli abitanti del luogo." [...]
faggio_frutto
"I semi del faggio forniscono il 17 per 100 di olio il quale quando fu ben preparato ha colore abraceo senza odore e di sapore molto dolce, se dalle mandorle fu separata la corteccia e la pellicola. Non è troppo fluido. Raffreddandolo si solidifica a -17° ed ha la densità di 0,922 a 15°. Può supplire all'olio di olive e possiede la preziosa proprietà di conservarsi non rancido più a lungo che gli altri olii, anzi si afferma che migliori nell' invecchiare e che dopo cinque anni sia di gusto più delicato e che si mantenga non guasto per dieci e fino per venti anni. " [...]
"Berthollet, l'Héritier e Tissot furono incaricati dal Governo (Francese) di quel tempo di compilare due istruzioni relative alla raccolta dei semi di faggio ed all'estrazione dell'olio donde si possono ritrarre buoni insegnamenti anche al presente. L'Italia non è scarsa ne suoi alti monti di faggi di alto fusto e però potrebbe volgere la propria attenzione sopra un industria che tornerebbe vantaggiosa per più titoli ed in ispecie al presente in cui gli olii commestibili e per saponi raggiunsero un prezzo elevato quantunque non s'adoprino più di frequente nelle lampade e lucerne, avendovi surrogato il petrolio. Noi daremo un riassunto di quanto fu indicato come conveniente su tale argomento. Verso la fine di settembre si farà la raccolta dei semi i quali poi dovranno essere stesi in istrato sottile in luogo secco ben aerato e guardato dal sole. Per agevolare la disseccazione fu trovato opportuno indirizzare una corrente d'aria calda nel detto luogo, credendosi anzi che ciò facendo la quantità di olio risulti maggiore. I semi già secchi devono essere vagliati per separarne i vuoti ed i tarlati; si può anche farne la cernita a mano, ma vi occorre troppo tempo; si può gittarli nell'aria come si fa pel frumento." [...]
"I semi del faggio hanno il loro mandorlo chiuso in un guscio cui succede immediatamente una pellicella che dà cattivo sapore all'olio. Nel modo più rozzo di operare si spremono i semi senza toglierne il guscio e con ciò si perde 1/7 dell'olio che si ricaverebbe dalle mandorle sbucciate, come fu verificato per mezzo dell'esperienza. Per isbucciarli si fanno passare fra due macine somiglianti a quelle dei molini comuni ma talmente discostate che non facciano altro che frangere i gusci. Rimane la pellicola che si può togliere scuotendo le mandorle scortecciate entro un sacco e poi vagliandole.  Quando si abbiano i semi preparati nel modo disegnato si dovranno ridurre in pasta con uno dei mezzi seguenti:
  1. Si portano al molino a pila e si pilano a colpi moderati avendo cura di aggiungervi dell'acqua di tempo in tempo, per trasfondere coesione alla pasta, che poi si sottopone al torchio come si fa per gli altri semi oleiferi. Basta 1 parte d'acqua per 15 parti di semi da pestare e il pestamento dura un quarto d'ora incirca. Si conosce che è a termine allorchè spremendo un po di pasta tra le dita l'olio ne schizza fuori
  2. Si possono anche sottomettere allo schiacciamento delle macine verticali di pietra dura come si usano per altri casi.
  3. Ma il metodo migliore è quello della macinatura. Scortecciati i semi, dapprima si riducono in farina grossolana che indi si sminuzza di più in un molino da cereali. Usando qualche cautela cioè che la macina non giri troppo veloce e l'aria possa rinfrescarla non si ha da temere l'inconveniente che s'ingrassi.
  4. Ridotti in farina sottile se ne fa pasta con acqua che si spreme sotto il torchio come per gli altri semi oleiferi valendosi dei torchi o pressoi usati per l'olio d'olivo e pei semi oleiferi. Allorché non ne geme più olio si riporigono le focacce sotto macine verticali si inaffiano con acqua tiepida che agevola l'uscita dell'olio gonfiando le mucilagine si rimette al pressoio la seconda pasta e se ne ricava un olio di seconda qualità. Talvolta si prendono le seconde focaccie si rimettono sotto le mole verticali si bagnano con acqua bollente e si riesce ad una terza proporzione di olio che riesce di qualità inferiore.
Giovanni Gasparri
Monte San Giovanni Campano, 26Agosto 2014

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  26 Agosto 2014
Ultima Revisione: 26 Agosto 2014
[polldaddy poll=7743233]
Prima di stampare questa pagina considera l'impatto che avrà sull'ambiente

Inseguendo fantasmi di briganti

SENTIERO CHIAVONE

TREKKING A MONTE PEDICINO

(SENTIERO CS1 VARIANTE ASCENSORE)
MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO

Sentiero Chiavone


"Sembra di percepirli dietro il fruscio degli arbusti. Nascondersi dietro vecchi tronchi rugosi, smussati dalla nebbia. Talvolta il sibilo del vento sembra assumere i connotati di un segnale di agguato. È sotto le foglie scricchiolanti che si nascondono i sentieri battuti dal brigante Chiavone". (G. Gasparri)

BREVE STORIA DEL BRIGANTE CHIAVONE

Era la metà dell'800, nel periodo del Risorgimento, subito dopo l'Unità d'Italia, quando Luigi Alonzi, detto Chiavone, assieme ad un folta schiera di briganti si fece portavoce di un movimento di banditismo armato che si opponeva alla politica del nuovo governo e miravano a ripristinare con la forza il governo Borbonico. Questi movimenti nacquero spontaneamente in quasi tutta la penisola italica, anche se assunsero una cruciale importanza proprio sulle montagne della Ciociaria. Infatti questi boschi, situati a ridosso del confine con lo Stato Pontificio, ben si prestavano alle scorribande anche perché i briganti godevano della protezione del clero. A poche centinaia di metri dal punto di partenza del sentiero è situato un piccolo agglomerato di case, conosciuto con il nome di contrada i Cocchi. La toponomastica del luogo deriva dal cognome "Cocco" che è diffuso tra gli abitanti del luogo. Qui, in una modesta abitazione, viveva all'epoca Olimpia, vedova Cocco, ed amante di Chiavone. Il brigante era talmente innamorato di questa donna che tornava ogni sera per starle vicino. E fu proprio questo eccessivo attaccamento che gli costò la vita. Un giorno fu infatti intercettato su questi sentieri ed arrestato. La sua condanna a morte non tardò ad arrivare e fu trucidato in un bosco nei pressi dell'Abbazia di Trisulti nel 1862.

Il brigante Chiavone 

SULLE ROTTE DELLA TRANSUMANZA

Il sentiero si trova in un posto strategico per la transumanza che avveniva già in epoca precristiana. A testimoniare l'importanza del luogo, caratterizzato dalla presenza di diverse sorgenti di acqua adatte per far abbeverare gli animali, c'è una capanna in pietra, simile ad un trullo, costruita come rifugio per i pastori.

VEGETAZIONE

Il percorso si sviluppa lungo antiche faggete e conifere di recente impianto. In abbondanza si trovano lungo il sentiero rovi di rosa canina, le cui bacche sono commestibili e ricche di vitamina C. In passato venivano utilizzate per realizzare deliziose confetture. 
Dal frutto del faggio, detto faggiola, si ricavava (mediante spremitura) un olio eccellente, dolce e commestibile che veniva usato sia come surrogato dell'olio di oliva che come combustibile per le lampade ad olio. L'olio è ricco di fosfati, può essere conservato a lungo ed invecchiando migliora notevolmente di qualità. Per approfondire potresti leggere il mio articolo dal titolo Antichi Saperi: l'olio di semi di faggio.

307188_4733412827608_109539182_n

FAUNA

Non è raro, specie durante i periodi invernali, trovare in mezzo alla neve chiare orme di orso. I boschi dei Monti Ernici sono infatti popolati dall'Orso Marsicano. Ne sono rimasti pochissimi esemplari e sono a rischio di estinzione per via della crescente e sempre più incosciente attività antropica. Per una trattazione più approfondita sull'estinzione dell'Orso Marsicano si consiglia la lettura del piacevole ed interessante romanzo di Ciro Castellucci dal titolo "Il richiamo dell'orso" (vedi la mia Recensione), in vendita online su www.libreriauniversitaria.it.

532022_4733423267869_1093517609_n

VISITE ACCOMPAGNATE

Gli amici del locale circolo Legambiente, sono a disposizione per accompagnarti sulle tracce dei briganti assieme ad esperti di storia, archeologia, agronomia e appassionati di montagna per far diventare la tua visita un'esperienza incredibile, per farti scoprire le bellezze nascoste del nostro territorio ed insegnarti ad apprezzarle e proteggerle.

IL SENTIERO

MAPPA INTERATTIVA



SCHEDA TECNICA

Il sentiero non è segnato nelle carte dell'Istituto Geografico Militare (IGM) nè sulla carta dei sentieri dei Monti Ernici perchè l'ultimo tratto è stato riportato alla luce solo di recente grazie al lavoro del CAI di Sora (www.caisora.it).

Il percorso è lungo circa 12 km e richiede circa 3H 15m per la salita ed 1H 30m per la discesa.

Il sentiero, in gran parte carrozzabile, oltre ad essere adatto agli amanti del trekking è idoneo, fino al bivio di Valle Scura (a 1344m slm), per escursioni a cavallo ed in mountain bike. Si parte da località Fontana Grande (vedi coordinate INIZIO) nel comune di Monte San Giovanni Campano, lungo la strada pedemontana Sora/Veroli, poco distante dal segnale di confine tra Sora e Veroli, a quota 660m slm e si giunge ad una quota massima di 1739m slm con un dislivello di 1079m.

Dopo circa 1,3Km di cammino, a circa 980m in linea d'aria a 341 gradi azimut, si trova il primo punto di interesse, ovvero la sorgente di Fontana Fusa (vedi coordinate FONTANA FUSA), che si trova a quota 828m slm adagiata alle pendici di Monte Tartaro. A 5 minuti di cammino dalla sorgente, in prossimità di uno steccato, si raggiunge il cippo di confine numero 177 tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie. Una breve deviazione dal percorso assolutamente consigliata.

1526213_10202211564124894_1572845280_n

Riprendendo il cammino da Fontana Fusa, muovendosi di 246m in linea d'aria in direzione 308 gradi azimut, si arriva ad una capanna pastorale realizzata in pietra con volta autoportante (vedi coordinate TRULLO), situata a quota 880m slm, poco più a Nord della zona denominata La Vicenna. Ad attestazione dell'importanza strategica del luogo la presenza di un cippo di confine, il diciannovesimo per l'esattezza, che segna ancora il confine tra i comuni di Monte San Giovanni Campano e Veroli.  Datato 1779 è collocato soltanto qualche decina di metri più avanti. Purtroppo la stele non è molto visibile perché parzialmente interrata. Sulla sua sommità comunque sono riportate in maniera leggibile le lettere M(onte S. G. Campano) e V(eroli), il numero progressivo in cifre romane (XIX) e l'anno 1779.

538029_4734446013437_1362570507_n

Al secondo kilometro di cammino, ovvero a 200m di distanza in linea d'aria in direzione 333 gradi azimut, si giunge nella Valle Innamorata, a quota 961m slm dove si apre un fantastico panorama sulla vallata sottostante (vedi coordinate PANORAMA). Al kilometro 2,75 di cammino si giunge a quota 1115m slm dove c'è un'area di sosta attrezzata con un tavolo e delle panche (vedi coordinate RISTORO). Al kilometro 3,4 di cammino si giunge al Colle dei Lupi, a quota 1195m slm dove si trova una biforcazione (vedi coordinate BIVIO FAITO). Procedendo in direzione Macchia Faito sarà possibile raggiungere il Rifugio Faito e l'incantevole Pozzo Faito, che però non sono inseriti nel Sentiero Chiavone, e pertanto bisogna procedere sulla carrozzabile principale in direzione Nord/Ovest (333 gradi azimut).

Al Kilometro 4,8 di cammino si giunge ad un bivio a quota 1344m slm (vedi coordinate VALLE SCURA) e bisogna lasciare la strada carrozzabile per procedere in direzione 340 gradi per la faggeta seguendo il sentiero che si estende lungo la Valle Scura, sul confine, segnato con filo spinato, tra il comune di Sora e quello di Monte San Giovanni Campano e che un tempo segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie. Da questo punto in poi il tragitto non è più consigliato per le escursioni a cavallo o in mountain bike.

1492355_488956394550582_661608908_o

La sella che connette Monte Pedicino a Monte Pedicinetto (vedi coordinate SELLA) è a quota 1731m slm. Per raggiungerla bisognerà colmare un dislivello di 387m in circa 1,3km di cammino con una pendenza media superiore al 30%. Al quinto km di cammino, in pieno sottobosco è nascosta una croce (vedi coordinate CROCE) . 250m più su si incontrerà il bivio (vedi coordinate SI621) per il Sentiero Italia numero 621, che procede verso Fossa dell'Ortica e che conduce poi a Prato di Campoli, in località Pozzi di Campoli. Al kilometro 6,5 di cammino si giunge alla croce di vetta (vedi coordinate VETTA), che è collocata nel territorio di Monte San Giovanni Campano, sul versante Sud, lì dove la vegetazione improvvisamente si dirada,  ad una quota di 1737m slm, ovvero di poco più in basso rispetto alla sommità.

1536531_10202211565444927_352870139_n 

Il Sentiero Chiavone prevede che il ritorno venga effettuato ripercorrendo la stessa traccia. Tuttavia esiste una variante del percorso, segnata, che è denominata l'ascensore proprio per l'importante pendenza media del 46,5%. Infatti in 750m lineari si scende di ben 348m di quota. La pendenza è particolarmente pericolosa e sdrucciolevole negli ultimi 10m (pendenza 70% circa) che precedono l'innesto del sentiero sulla strada carrozzabile (vedi coordinate PERICOLO). La discesa per l'ascensore è fortemente sconsigliata a chi abbia difficoltà di equilibrio e agilità o che non disponga di attrezzatura tecnica. L'utilizzo di corde può rendere più sicura la discesa. Porre la massima attenzione anche al non essere colpiti dai massi che i compagni a monte potrebbero involontariamente smuovere con il proprio peso facendoli rotolare a valle. Rientrati sulla carrozzabile, dopo 500m metri di cammino si giunge di nuovo al bivio di Valle Scura. Seguendo da li i propri passi sul sentiero già percorso nel senso inverso, dopo 4,8km di cammino si giungerà al punto di partenza in località Fontana Grande.

COORDINATE E TRACCE GPS

INIZIO: Lat/Lon/Alt: 41,718050 N / 13,504417 E / 660m slm 
FONTANA FUSA: Lat/Lon/Alt: 41,726267 N / 13,500700 E / 828m slm 
TRULLO: Lat/Lon/Alt: 41,727659 N  / 13,498338 E / 879m slm 
PANORAMA: Lat/Lon/Alt: 41,729285 N / 13,497276 E / 961m slm 
RISTORO: Lat/Lon/Alt: 41,734617 N / 13,496200 E / 1115m slm 
BIVIO FAITO: Lat/Lon/Alt: 41,737483 N / 13,496567 E / 1195m slm 
VALLE SCURA: Lat/Lon/Alt: 41,742395 N / 13,498955 E / 1344m slm 
CROCE: Lat/Lon/Alt: 41,743600 N / 13,498338 E / 1353m slm 
SI621: Lat/Lon/Alt: 41,745850 N / 13,498450 E / 1426m slm 
SELLA: Lat/Lon/Alt: 41,751600 N / 13,492033 E / 1731m slm 
VETTA: Lat/Lon/Alt: 41,748050 E / 13,491333 N  / 1737m slm 
PERICOLO: Lat/Lon: 41,742165 N / 13,495795 E / 1389m slm

La traccia gps, in formato GPX che include i POI/waypoints su elencati, è stata resa pubblica su OpenStreetmap ed è scaricabile gratuitamente dall'indirizzo http://www.openstreetmap.org/user/gasparrisoft/traces/1636877



La traccia gps, in formato KML per Google Maps o Google Earth è scaricabile gratuitamente dall'indirizzo http://goo.gl/U6h7aU.



CARTA TOPOGRAFICA E GPS

La carta dei sentieri del Gruppo dei Monti Ernici, a cura di Edizioni Lupo Srl, è acquistabile online (http://www.edizioniillupo.it/ernici), o presso la libreria Ubic in Via Aldo Moro a Frosinone, presso la cartolibreria Magnante Catia nel centro storico di Veroli oppure presso le sezioni locali del Club Alpino Italiano di Sora (http://www.caisora.it), Frosinone (http://www.caifrosinone.it) o Alatri (http://www.caialatri.it/).

Le mappe militari di riferimento della zona sono:
  1. IGM Serie 25 Foglio 390 IV (Alatri), Anno 2000, Edizione 1, Ripresa Aerofotogrammetrica 1994, Data Ricognizione 1998;
  2. IGM Serie 25V (Tavolette) Foglio 152 III-NO (Balsorano), Anno 1957;
  3.  IGM Serie 50 Foglio 390 (Frosinone), Anno 2000, Edizione 1;
Si tenga presente che le indicazioni riportate in questa pagina fanno riferimento al datum WGS84 ed alle coordinate geografiche espresse in formato gradi decimali (DD) mentre le carte dell'Istituto Geografico Militare, su cui si basa anche la carta tecnica dei sentieri, generalmente utilizzano il datum Europa 1950 con reticolato UTM. Il Nord utilizzato come riferimento azimutale è il Nord Geografico. Considerare che la declinazione magnetica nel 2014 per questo sentiero è stimata in 2,72 gradi Est e cambia di 0,09 gradi ogni anno.

Se ti interessa partecipare ad uno dei corsi di orientamento, topografia e navigazione terrestre di superficie puoi entrare in contatto con il 99^ Nucleo di Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Monte San Giovanni Campano, che è reperibile al numero 348.7066905 (https://www.facebook.com/NucleoAncMSGC).

PRIMA DI PARTIRE

Entra in contatto con accompagnatori locali. Puoi contattare la Compagnia dei Viandanti (https://www.facebook.com/compagnia.deiviandanti.3) oppure il circolo Legambiente "LAMASENA" (http://lamasena.net/), chiedendo la disponibilità di accompagnatori.
Se disponi di radioline PMR446/LPD commerciali, per aumentare la tua sicurezza in montagna informati sul progetto Rete Radio Montana (http://www.radioinmontagna.it/) e compila la modulistica operativa consigliata. Assicurati che le condizioni meteo siano buone e stabili, considerando che il tempo in montagna cambia molto velocemente. Predisponi con cura tutta l'attrezzatura necessaria, considerando anche almeno 1,5 Lt di acqua per persona. In inverno potrebbero essere necessarie le ghette ed è consigliabile vestirsi a strati. Porta con te una busta.

DURANTE IL PERCORSO

Raccogli eventuali resti della presenza umana (ovvero i rifiuti che potresti incontrare lungo il cammino) all'interno della tua busta. Portando la spazzatura a valle avrai dato il tuo contributo per preservare le nostre meraviglie naturali.

IN CASO DI NECESSITÀ

Il versante sud del sentiero, ovvero quello che si estende da Fontana Grande sino alla Sella e dalla vetta sino a tornare giù a valle, ha una buona copertura con diversi operatori di telefonia mobile. La maggior parte del sentiero è sotto buona copertura del ripetitore radioamatoriale R7 Santopadre, alla frequenza 145,775 Mhz con shift -600 Khz. Non sono necessari toni subaudio per transitare sul ripetitore, che copre la zona centro sud della Ciociaria e quella nord della Campania.

Soccorso Alpino e Speleologico348.6131300 Protezione Civile: 348.5109120 (Incursori Quad - AssoCarabinieri)

AL RIENTRO

Informati sull'attività svolta dal Comitato per la protezione dei Monti Ernici (www.comitato-ernici.org) e se lo ritieni opportuno potrai aderire e sostenere la loro attività. Se hai suggerimenti, fotografie o filmati da inviarci saremo lieti di renderli pubblici. Se ti è piaciuto l'itinerario lascia la tua testimonianza e valuta la possibilità di sostenere anche la nostra attività, aiutandoci a riscoprire e salvaguardare il nostro ambiente ed il nostro patrimonio storico, paesaggistico e naturalistico.

Un vecchio proverbio indiano recita:
"Non abbiano ereditato la terra dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli"
[polldaddy poll=7743233]
 

PER APPROFONDIRE

LICENZA

© Questo lavoro, denominato "Inseguendo fantasmi di briganti" di Giovanni Gasparri  è fornito integralmente sotto licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.

Per consultare una copia della licenza d'uso visita il link http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it. Tu hai il diritto di leggere, copiare, stampare, salvare, modificare, migliorare, distribuire, vendere, fotocopiare o correggere il presente lavoro. Le uniche restrizioni sono che se lo distribuisci, devi citare l'autore ed il titolo del documento, e se prendi spunto da questo lavoro per creare un'opera derivata devi allo stesso modo citarli. Con questa licenza ti diamo praticamente ogni libertà di utilizzare le informazioni, ad eccezione di togliere quella libertà ad altri.

dotEPUB


Data di Pubblicazione 22 Gennaio 2014
Ultima Revisione: 8 Agosto 2015

Autore: Giovanni Gasparri

DISCLAIMER (ESONERO DI RESPONSABILITÀ)

Il LETTORE è edotto che le attività qui descritte (quali ad esempio l'escursionismo, l'alpinismo, etc) sono da intendersi ad alto rischio, perchè in sfortunate circostanze possono portare anche alla perdita della vita umana e pertanto andrebbero eseguite solamente con attrezzatura idonea, con adeguato addestramento ed equipaggiamento, utilizzando degli accompagnatori locali, prendendo tutte le precauzioni e mai da soli. Il LETTORE è consapevole ed accetta incondizionatamente che tutte le informazioni qui riportate possono essere soggette ad eventuali errori, imprecisioni, omissioni o altri difetti e che le stesse vengono fornite senza alcuna garanzia, espressa o implicita, relativa a titolo esemplificativo ma non limitativo, all'accuratezza, completezza, affidabilità o fattibilità. 
Benché abbiamo dato il massimo per rappresentare in maniera accurata la realtà, i dispositivi GPS da noi utilizzati nonché quelli utilizzati dalla maggioranza degli escursionisti, non sono accurati e pertanto tutte le informazioni contenute in questa pagina, inclusi i files con le tracce gps ed i waypoints sono indicativi e da utilizzarsi a proprio esclusivo rischio e pericolo.
Il LETTORE solleva da ogni responsabilità gli AUTORI, i loro COLLABORATORI ed il SITO, per qualsiasi danno conseguente, incidentale, indiretto o speciale (senza limitazioni), indipendentemente dalle basi del reclamo e anche se gli AUTORI, i COLLABORATORI o il SITO fossero stati avvisati delle possibilità di tali danni.  Il LETTORE recepisce tutte le informazioni qui fornite a proprio eclusivo rischio e pericolo.
 
Prima di stampare questa pagina considera l'impatto che avrà sull'ambiente